mercoledì 9 febbraio 2011

L'indignatino

Ditemi che era un nano con la faccia da bambino.
Vi prego, confermatemelo, perché non ci credo, non poteva essere davvero un ragazzino di 13 anni, quello che ha parlato l'altro giorno al Palasharp di Milano, mandando in delirio il palazzetto e, peraltro (anche se non è molto difficile), riuscendo ad essere più convincente di Bersani.
Sentite qua cosa ha detto il cinquantenne camuffato da adolescente:

“quello che sta accadendo mi sollecita a fare numerose domande...
Perché della scuola pubblica ci si occupa solo per tagliare i costi? Perché i modelli dominanti che vengono proposti a noi giovani sono quelli dei consumi e dei soldi? Perché le mafie sono ancora così potenti nel nostro Paese e non si fa niente per combatterle?
Ci sono molte domande senza risposta ma ciò che spero è che con un nuovo governo ci saranno meno domande e più risposte...”. E batteva pure i pugnetti sul leggio.


Dei miei giorni da tredicenne ho qualche ricordo un po' diverso. Si parlava di partite di pallone, corse in bici in attesa del motorino, di ragazzine della classe accanto e di prime scoperte dall'impensabile tasso erotico.

Se mia figlia mi parla a 13 anni di "modelli dominanti" o è già un nobel o mi butto dalla finestra.

7 commenti:

Milla ha detto...

Avere un figlio che si appassiona di politica o per un ideale non mi dispiacerebbe.

Se pensi che ormai a 13 anni alcuni ragazzi già fumano erba o hanno rapporti sessuali, qualche ragazzina pure a pagamento per una ricarica...

Ben venga che lotti per un ideale.

Anonimo ha detto...

Concordo con il Milla!!!! Spero che mia figlia a 13 anni abbia ideali e aspirazioni diverse da quelli della massa....e perchè no nel campo della politica??? Questo mondo è mostruoso....se qualcuno ha la forza e la capacità di cambiarlo io lo appoggio!!!!

Perozzi ha detto...

Io ho detto se parla in quel modo, di "modelli dominanti", non se ha delle idee e, magari, e degli ideali o delle aspirazioni. Quello me l'auguro.
Perché se penso a ciò che fanno molti oggi a quell'età mi vengono i brividi.
La verità è che oggi si fa un uso strumentale di tutto e a quel ragazzino avevano scritto pari pari il testo da leggere e recitare in modo convincente davanti a una platea enorme di adulti appassionati, e francamente non mi fa impazzire.
Non so cosa facevate voi a tredici anni, io giocavo a tennis e a pallone sotto casa del nonno del Milla che, quando gli finiva la pallina nel giardino non ce la ridava e le conservava tutte per suo nipote (Milla). Poi c'era il figlio del Prosperi (milla te lo ricordi?): una volta, mentre si giocava a pallone nel piazzale, il tango sfiorò una ruota della sua macchina di merda parcheggiata dove si giocava e lui, che era in auto, scese, lo prese e lo tagliò in due col coltellino sotto i nostri occhi, dicendo: "Oh giocateci ora!".

Anonimo ha detto...

Hai avuto delle terribili esperienze!!!!....da trauma infantile!!!Io a 13 anni giocavo ancora a Barbie, andavo in giro in bicicletta per le stradine di Principina e soprattutto giocavo a Pallovolo....Mimì a confronto non era nessuno!!!!Che tempi magnifici, senza pensieri.....

Milla ha detto...

Si' che mi ricordo Perozzi, ma dato che sti ragazzi maturano prima, meglio che leggano Eco. Tanto di politica e di come va il mondo non capiranno una mazza per molto molto tempo ancora, ma almeno si lImita i danni.

Piuttosto mi sarei aspettato qualche discussione in piu' sull'uomo di hArdcore da parte degli amici miei...

Perozzi ha detto...

Anch'io, ma queste leggere, nel significato maremmano del termine, non si collegano quasi mai. Tra chi è sempre all'estero, chi all'estero ci si vuole periodicamente trasferire, chi è troppo impegnato e non si sente nemmeno al telefono, non c'è più trippa per gatti!
Meno male c'è la nostra anonima di Princi!
Piuttosto, intanto a Silvio gli hanno messo 3 donne nel collegio giudicante. Come ha detto Famiglia Cristiana, una nemesi!

Milla ha detto...

La vera nemesi sarebbe chiuderlo in una stanza con 3 marocchini non maggiorenni ma maggiorati !!!

Ma insomma, lui è proprio uno scemo e direi anche malato di f..., questo è un dato di fatto. Come che la telefonata in questura non doveva farla e per quella che sia pure giudicato.

Ma a monte di tutto questo quello che personalmente mi sconcerta maggiormente è l'azione politica e al limite della legalità della procura di milano e quella che Ferrara chiama la "repubblica della virtú" che pretende di imporre al paese la sua visione moralistica e giacobina (quello fatelo fare alla Chiesa che almeno conosce il peccato da vicino e la debolezza umana e sa anche avere misericordia e perdono per chi sbaglia).