domenica 10 luglio 2011

Premio Strega 2011

«Il rumore di una tessitura ti fa socchiudere gli occhi e sorridere, come quando si corre mentre nevica. Il rumore della tessitura non si ferma mai, ed è il canto più antico della nostra città, e ai bambini pratesi fa da ninnananna.»
Ha stracciato tutti, è stato chiamato sul palco come vincitore ancora prima che finisse lo scrutinio, tanto che il presidente della giuria, Antonio Pennacchi (premio Strega dello scorso anno con Canale Mussolini) ha detto "ahò, devo ancora dire chi ha vinto" e poi ha abbracciato Nesi, ufficializzando la vittoria.
Storia della mia gente, un libro dedicato agli imprenditori pratesi e a Prato che, come ha scandito Nesi, è una città me-ra-vi-glio-sa.
Un libro tra saggio e romanzo, tra autobiografia e racconto, quello di Nesi - che era arrivato già finalista con L'età dell'oro - che ha conquistato tutti.
Bravo Edoardo, che ha vinto con un libro su Prato, ma che è anche un libro sull'illusione di una generazione, sulla sua vita di imprenditore e scrittore, sui sogni della "sua gente", e anche sui cinesi, quelli di Prato, ma soprattutto quelli di là in Cina, che hanno compromesso la nostra economia.
Un racconto di pancia, che tocca il massimo nel capitolo l'incubo, nella lettera scritta al giornale e nel momento in cui per piazza Mercatale si srotola lo striscione con la scritta "Prato non deve chiudere" e lui, per la prima volta in una manifestazione in mezzo a tanta gente, tocca anche la bandiera per sentire che tessuto è. E poi le ultime righe, non si sa dove stiamo andando, ma di certo non stiamo fermi.
Complimenti e auguri Edoardo

1 commenti:

Ric ha detto...

beh un gran libro. Io l'ho preso principalmente perche' ho lavorato due anni in Cina e prossimo anno ci ritorno; perche' mi piace la sartoria italiana; perche' mi piace il buon prodotto di qualita'; perche' odio la concorrenza sleale; perche' mi sentivo in qualche modo in dovere di leggerlo perche' e' la storia vera di una verita' di tutti. Acerbo presente, agrodolce passato di una imprenditoria che non sara' mai piu' la stessa.